Genitorialità

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Educare alla genitorialità

un aiuto alla relazione per promuovere un contesto familiare attento ai bisogni dell’infanzia.

Introduzione

La relazione genitori/figli è caratterizzata da aspetti multidimensionali, che comprendono la comunicazione, l’affettività, l’ascolto, e risente dei processi evolutivi, sociali e comunicativi diventando così un processo dinamico che va a costruirsi durante tutto l’arco della vita, e al quale sia i genitori che i figli partecipano attivamente.

La consapevolezza della propria modalità comunicativa, la capacità di ascolto rispetto ai bisogni del figlio, l’apertura al dialogo e la capacità di trovare alternative nell’esercitare il potere/controllo, sono risorse fondamentali nell’esercizio di una genitorialità adeguata.

Per questo, l’intervento psicologico rivolto ai genitori o ai figli può essere di aiuto alla relazione se focalizzato sul potenziamento delle competenze comunicative e sul riconoscimento e sulla presa di consapevolezza delle modalità di comunicazione poco funzionali e inadeguate messe in atto nella relazione.

Genitori si diventa attraverso l’esperienza, l’impegno e la disponibilità a modellare le proprie abitudini di vita rispettando anche le esigenze dei figli, non dimenticando che l’essere genitori è per tutto il ciclo della propria vita.

L’assenza di comunicazione sui problemi dell’essere genitori, la mancanza di occasioni in cui scambiarsi esperienze è uno dei disagi più presenti tra i genitori oggi; per cui crescere ed aiutare a crescere è diventato sempre più difficoltoso, ma è in tale direzione che occorre procedere se si vuole aiutare la famiglia (Iori, 2002). L’essenza dell’educazione alla genitorialità consiste nell’aiutare il padre e la madre a crescere come persone, a scoprire le proprie risorse ed i propri limiti, per imparare continuamente dai propri errori.

L’essere genitori rientra in un progetto di educazione permanente.
La Legge 285/1997 (Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l’infanzia e l’adolescenza) ha determinato un preciso orientamento politico che, per la prima volta in ambito nazionale attraverso il legislatore, focalizza i “Diritti umani universali”, soprattutto il “Diritto soggettivo all’educazione” (codificato nella “Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia” del 1989).

Le politiche di sostegno alle famiglie ed alla genitorialità devono avere l’obiettivo di promuovere e favorire l’autonomia del nucleo nel suo complesso secondo un concetto di “salute”, intesa come capacità della persona e del suo gruppo di appartenenza di sapere affrontare i propri compiti di sviluppo (Fruggeri, 2002).
Tali compiti si esercitano non solo con il supporto di una rete di servizi, ma anche con sistemi integrati di una comunità che accoglie e di cui i servizi formali sono solo una parte (Francescano, 1998).

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito il concetto di salute come: “quel processo per il quale la gente incrementa il controllo e la gestione diretta delle proprie condizioni di benessere e/o di disagio”. Il sostegno genitoriale è uno degli elementi importanti in grado di ridurre l’implicazione dei giovani in tutti i comportamenti a rischio e favorisce il benessere emotivo dei figli e dell’intera famiglia.

GIANO_Logo_WEB_P Percorso Psicologico

Obbiettivi

Il progetto si propone di: promuovere un contesto famigliare attento ai bisogni dell’infanzia; garantire la formazione dei genitori sul lavoro di cura e di educazione; sostenere momenti di incontro-confronto tra genitori per condividere modelli educativi; stabilire una relazione positiva con i neo-cittadini, soprattutto piccoli, progettare con loro e per loro percorsi di convivenza e di benessere.

Contenuti

Gli incontri previsti propongono di attivare un processo di apprendimento tale che il “momento educativo” si ponga allo stesso tempo come “momento preventivo” attraverso le successive fasi:

  • Promuovere nel genitore la consapevolezza della propria identità di persona e di educatore attraverso la conoscenza delle personali aspettative, disagi, gratificazioni e la valorizzazione di sé in ambito professionale, familiare, sociale
  • Promuovere la conoscenza delle numerose problematiche relative al rapporto parentale genitore-figlio, attribuibili a fattori affettivi, relazionali, familiari
  • Accogliere, accettare, comprendere i bisogni del bambino o dell’adolescente piuttosto che svalutarli o negarli
  • Comprendere e riconoscere i propri bisogni ed emozione, affinché possa distinguerli da quelli del figlio
  • Acquisire la padronanza di strumenti per attivare rapporti adeguati per costruire un positivo clima familiare di stima e solidarietà: stare bene insieme
  • Riconoscere e potenziare le proprie competenze comunicative e usarle adeguatamente nella relazione con il figlio
  • Elevare i livelli di comunicazione e la capacità di stabilire contatto, indipendentemente dai fattori specifici di disagio.
  • Educare il ragazzo a costruire relazioni profonde, amichevoli, sane, rispettose di sé e degli altri.
  • Fare in modo che i ragazzi apprendano attraverso messaggi e comportamenti dei genitori, la possibilità di far fronte all’ansia, alle paure, allo stress, alla fatica dello studio, all’angoscia causata dalla propria inadeguatezza ed impotenza.
  • Favorire l’acquisizione di un equilibrio psicofisico del soggetto in relazione ad un ambiente sano, quindi una personale autonomia che lo protegga dai fenomeni di dipendenza.

Modalità

Gli incontri sono articolati in momenti informativi e in gruppi di confronto. Viene agevolata la socializzazione delle esperienze dei partecipanti e, attraverso l’analisi della relazione genitore-figlio, si giunge all’esame di specifiche problematiche.

Tempi e costi

Il corso prevede 10 incontri, uno al mese, di 2 ore ciascuno, per un costo totale di 200€ a coppia. Numero minimo 10 coppie.