Psicoeducazione

Giano - Psiconutrizione

Psicoeducazione per genitori di ragazzi con DCA

Introduzione

I sintomi relativi ai Disturbi del Comportamento Alimentare possono avere profonde implicazioni sociali ed emozionali per i familiari. La compromissione psicologica e relazionale infatti non resta circoscritta all’individuo portatore del sintomo, ma si estende alla famiglia, che assiste spesso con un senso di impotenza, incredulità ed intensa preoccupazione al “prosciugarsi” progressivo e apparentemente inarrestabile della figlia (o, meno spesso, del figlio) adolescente o al proliferare di pratiche restrittive e/o purgative (vomito, abuso di diuretici e lassativi, iperattività fisica, digiuno) dannose per l’equilibrio fisico e psichico. Essi hanno diverse forme ed impatto variabile e possono spaventare, essere intrusivi, ostacolare la socialità, provocare ansia e rivelarsi frustranti.
Ogni parvenza di normalità sparisce, la vita sociale sfuma, i piani sul futuro sono messi da parte e le interazioni che ruotano intorno al cibo dominano in modo crescente tutte le relazioni familiari. Conseguentemente, è comprensibile il fatto che questi cambiamenti possano diventare la sorgente di litigi con i membri della famiglia.

Il modo in cui il familiare cerca di ridurre i sintomi potrebbe inavvertitamente gio- care un ruolo nel mantenimento o nella legittimazione dei problemi. Il risultato può essere che le ragazze si sentano ancor più alienate e che si ritirino ancor più nei comportamenti alimentari patologici. I familiari spesso riferiscono di non avere le competenze e le risorse necessarie per prendersi cura delle persone che amano e riconoscono di aver bisogno di aiuto e di sviluppare le capacità necessarie a gestire questi comportamenti.

Prima di tutto è utile capire quali siano le cause dei disturbi alimentari e cosa possa mantenerli nel tempo. C’è un gran numero di fraintendimenti rispetto a questo e pur essendo state trovate delle risposte restano ancora molti interrogativi.

I familiari sono la soluzione, non il problema. È possibile, ed entro certi limiti utile, che i disturbi alimentari comportino serie domande sulle abilità di gestione da parte dei membri della famiglia. È spesso necessario per i membri stessi della famiglia cambiare alcuni aspetti dei propri schemi di interazione in risposta ai comportamenti alimentari problematici.

L’Associazione Giano propone un percorso psicoeducazionale per la famiglia, nella convinzione, da un lato, che i genitori stessi abbiano bisogno di sostegno e di aiuto e, dall’altro, che essi possano meglio comprendere e quindi aiutare più efficacemente la figlia o il figlio se coinvolti attivamente nel trattamento.

Obbiettivi

  • Far conoscere ai genitori – familiari il Sistema DCA (il suo funzionamento, i percorsi offerti non solo ai pazienti, ma anche alla famiglia: consulenza per i genitori, terapia familiare)
  • Modificare le idee disfunzionali, fuorvianti, inesatte che i genitori – familiari possono avere in merito ai DCA (ad esempio la convinzione che si tratti unicamente di un problema nutrizionale)
  • Aiutarli a comprendere meglio i comportamenti del loro familiare con DCA
  • Coinvolgere i familiari nel percorso terapeutico del paziente e modificare l’atteggiamento di “delega” che la famiglia può in certi casi avere
  • Facilitare lo scambio di esperienze tra i genitori – familiari affinché si sentano compresi ed escano dall’isolamento in cui spesso si trovano. L’obiettivo è fare in modo che trovino sostegno nel gruppo
  • Renderli consapevoli del fatto che, col tempo, sarà necessario anche un cambiamento dei loro atteggiamenti per promuovere e stabilizzare il miglioramento del loro familiare
  • Individuare gli elementi fondamentali della comunicazione efficace: alleanze, decisioni, regole, comportamenti
  • Analisi dei progressi
  • Risultati e proposte.

Metodologia

Il percorso si svolge attraverso riformulazione, domande, spiegazioni, incorag- giamento ai genitori a scambiarsi esperienze e vissuti. Ai genitori – familiari che partecipano al gruppo viene somministrato un questionario durante il primo incontro, per valutare il loro grado di conoscenza dei DCA e i loro atteggiamenti verso la malattia, le terapie, i comportamenti del paziente, il loro ruolo di tera- peutico.
Nell’ultimo incontro viene distribuito un secondo questionario, che si compone di due parti:

a) una scheda che, confrontata con il primo questionario compilato, serve a valutare i cambiamenti delle conoscenze e degli atteggiamenti;

b) una scheda in cui i genitori – familiari sono invitati ad esprimere la loro soddisfazione in merito alla prestazione di cui hanno usufruito.

Tempi e costi

Il corso prevede 10 incontri di 2 ore ciascuno, per un costo totale di 150€ a coppia.